PIAZZA RISORGIMENTO. BERGAMO
Concorso - Quarto posto
CN10 ARCHITETTI + NEW LANDSCAPES
L’ambito di piazza Risorgimento rappresenta un luogo di margine tra la città consolidata e la periferia. Nel luogo convivono tessuti edilizi, scale dimensionali e caratteri contrapposti. La piazza non è allo stato attuale un vero spazio pubblico in grado di accogliere attività ricreative, d’incontro, di sosta e convivialità. Nella sua attuale conformazione esso è parte del sistema di spazi destinati piuttosto alla auto. La piazza, di forma regolare, è attraversata da una rete di strade di quartiere (via Trecourt e via Pezzotta) e altre di rilevanza urbana (via Broseta e in misura minore via Bonomini).
Il progetto parte dalla volontà di pensare a questo spazio pubblico come un unico spazio nel quale la presenza del traffico veicolare sia limitata. In questo senso la piazza è intesa come il naturale prolungamento del viale che risale dal complesso parrocchiale di Loreto prolungandosi idealmente e visivamente verso i vicini colli. Lungo questa direttrice si attesta il grande rettangolo di Piazza Risorgimento che, liberata, per quanto possibile dal traffico e dalla sosta veicolare, si riconfigura con i caratteri di spazio pubblico aggregante del quartiere con ambiti a misura d’uomo. 
Il disegno e le forme che caratterizzano la nuova Piazza Risorgimento si fonda su una griglia ortogonale che trae origine dalle misure del tessuto edilizio circostante. La griglia inizialmente regolare si corrompe e si deforma in relazione all’intorno, per assumere i segni del luogo. Alla fitta scansione di segni trasversali realizzati con le fasce di pietra, si contrappongono oggetti allungati sull’asse longitudinale della piazza (panche, vasche d’acqua, grandi parterre di verde). La piazza diviene un paesaggio di solchi che ricordano i segni della campagna coltivata, le nuove alberature seguono la medesima logica dei filari alberati interpoderali. La piazza è come un grande campo coltivato, in cui riemergono frammenti del paesaggio agrario che circondava la città storica. Il trattamento materiale e il disegno del suolo dissimulano simmetrie e divisioni legate alla conformazione degli isolati e ai tracciati viari. La piazza è un tappeto intrecciato sul quale si sovrappongono oggetti, nelle sue smagliature si insinuano verde e alberature. Il monumento viene ricollocato nella parte alta della piazza sempre in prossimità della via, senza alcuna modifica del basamento. 
A livello viabilistico proponiamo di risolvere lo spazio di attraversamento semaforico tra piazzale Risorgimento e il viale della Chiesa parrocchiale portando sia via Broseta, sia via Bonomini ad un’unica corsia per senso di marcia in prossimità dell’incrocio. Questo permette di allargare il marciapiede su via Broseta verso la chiesa, migliorando la sicurezza del pedone. Le fermate al semaforo di via Broseta sono state portate al di fuori del rettangolo della piazza in modo che le auto ferme al semaforo siano fuori dalla piazza. L’idea progettuale tiene in considerazione la necessità di mantenere l’accesso della viabilità secondaria lungo l’asse di via Giacomo Trecourt e via Giovanni Pezzotta Il traffico è contingentato il più possibile e la sede stradale ridotta, come allo stato attuale, ad una sola corsia delimitata al fine di potenziare la fruizione pedonale nel rispetto delle norme della sicurezza stradale. Poiché si auspica che in futuro la piazza sia completamente pedonale, l’intervento di delimitazione della sede stradale con paracarri in ghisa sarà reversibile. Il progetto riprende i percorsi pedonali esistenti che scendono da via Bonomini e la ciclabile di futura realizzazione che collegherà la zona con il quartiere di Santa Lucia. A questo scopo proponiamo il tracciato della pista ciclabile a margine dell’area pedonale lungo il lato ovest via Bonomini con la previsione di un’area parcheggi bike sharing (servizio BiGi di ATB) in prossimità di via Broseta, mentre lungo il lato est della stessa via abbiamo collocato una serie di parcheggi a cassetta ad uso di carico scarico e sosta a tempo. 
Al fine di implementare l’accoglienza e il supporto dei fruitori del nuovo spazio pubblico il progetto prevede l’installazione di due padiglioni che potranno ospitare servizi (edicola, infopoint, etcc.), spazi per la comunicazione di eventi sia di quartiere, sia cittadini. I materiali e le tecniche impiegate appartengono alla tradizione del luogo e rispondano ai requisiti di sostenibilità ambientale e sostenibilità economica in relazione alla manutenzione: il fondo della piazza è risolto con acciotolato fine. Il tappeto di fondo in acciotolato ha un unico livello e la delimitazione tra strada e spazio pedonale è risolto con dissuasori a terra. Le cordonature trasversali sono in lastre a correre di pietra naturale. Le vasche d’acqua e i parterres verdi sono definiti da strutture alte circa 50 cm rivestite anch’esse in pietra e pensate anche come sedute. Il pergolato che affianca la pista ciclabile nella parte bassa della piazza è un esile struttura in tubolare metallico che nel tempo verrà ricoperta da verde rampicante colorato e fiorito. Le sedute si legano in modo organico alle zolle verdi e alle alberature. 
Il progetto contempla la realizzazione di un nuovo sistema di illuminazione su palo che rispetta le normative vigenti in materia
di riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento luminoso provocato dagli impianti di illuminazione esterna. Considerato il contesto il sistema di illuminazione lavora sull’unitarietà dello spazio. L’area costituisce un luogo ove convergono i principali flussi
pedonali e viabilistici del quartiere. Privilegiando i flussi pedonali si genera un ambiente fruibile con la “lentezza” che consente la
sosta e l’aggregazione. Si rivelano nuove prospettive e si vengono a creare nuovi modi di vivere lo spazio aperto. Nel progetto sono stati individuati dei luoghi di sosta “strategici” che sono identificati dalla collocazione di nuove sedute. La disposizione degli oggetti sulla piazza tiene conto della possibilità di installare da parte degli esercenti presenti sulla piazza proprie strutture di dehor. 
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